Riso coperto con calamari e le Olimpiadi    




L’inverno del 2018 è stato particolarmente freddo. Tolta via la coperta che riscaldava il mio umile corpo, per soddisfare la fame che tartassava il mio intestino arrivato al limite, sono uscito fuori a mangiare l’ojieungodopbab. Come il mal di denti affligge mio padre 1-2 volte la settimana, per me questo piatto stuzzica l’appetito con la stessa frequenza, patologicamente. Mangiando l’ojineudopbab, dobbiamo concentrarci solo su una cosa. La freschezza dei calamari. L’atmosfera del ristorante, i contorni, le salse usate ecc. così diversi sono gli elementi che compongono un piatto, ma la freschezza per l’ojingeudopbab racchiude molti significati in sé, dall’atteggiamento verso la cucina del padrone e dello chef all’affilata determinazione per il cliente ecc. e quindi il controllo della freschezza del calamaro è molto importante.

Appena entrato nel ristorante, come sempre nel momento in cui ho alzato l’indice verso la signora ci siamo scambiati gli sguardi e, vedendo la padrona recarsi velocemente verso la cucina, una calma soddisfazione ha riempito il mio cuore. Il calore del piatto passa dalle dita gonfie per le 6 ore passate ad usare la ruota girevole e rilassa il mio corpo striminzito. La texture resistente del calamaro è sufficiente a concludere la mia giornata con piena soddisfazione.

Mi sono messo a guardare casualmente la tv accesa durante il pasto. Stavano trasmettendo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Sul palco, intorno ai bambini vestiti con abiti monocromi ben proporzionati, come se fosse tutto già pianificato, danzavano la tigre bianca e l’uccello mascherato da uomo. Convivevano sullo stesso palco la purità e lo splendore. Dopo la spiega della bandiera coreana, è iniziato il momento clou della cerimonia di apertura, l’entrata degli atleti dei vari paesi partecipanti. Successivamente, i 5 bambini che si destreggiavano secondo il copione delle prove precedenti, escono per lanciare in aria palloncini a forma di piccione. Riflettendo un attimo, mi sono immerso nei ricordi delle passate Olimipiadi di Seoul dell’88, quando nel momento dell’accensione della torcia, sono andati a fuoco anche alcuni piccioni che si erano posati sulla torcia, inconsci della situazione. Forse, lo spettacolo davanti ai miei occhi era per confortare gli animi degli spettatori di tutto il mondo e dei miei concittadini che dovettero assistere a questa tragedia. Ritornato tra di me, vedendo l’atleta Kim Yeon A portare la torcia e accenderla dopo aver fatto una stupenda giravolta, ho dubitato dei miei occhi. Un vaso a forma di luna? all’improvviso mille pensieri hanno pervaso la mia mente. Di sicuro, tra i responsabili dell’organizzazione delle Olimpiadi ci dovrebbero essere state persone operanti nel design e nel processo di disegno della forma del braciere e avrebbero chiesto qualche aiuto al mondo delle arti tradizionali o almeno impegnarsi da soli per esprimere la nostra cultura al meglio. Ho percepito gli sforzi nel costruire quella forma particolare del braciere. E una parola mi è uscita dalla bocca

Vaffanculo 

Se studi in Corea artigianato, c’è un posto in cui tutti devono passare. Il museo Nazionale Centrale. Non solo puoi vedere archivi storici e le fantastiche tecniche dei nostri antenati, ma da apprendista è il luogo perfetto per affinare il senso della forma. In passato un’artista a riguardo mi ha detto che per migliorare la mia tecnica dovevo andare a questo Museo frequentemente quanto Kim Yu Sin andava nelle case delle geisha come se fosse casa sua. Ubriaco, forse a lui non era giunta la storia che non appena arrivato in una di queste case avevano sgozzato il cavallo di questo Kim Yu Shin.

Ascoltando le parole del curatore, sono diventato curioso dell'utilità e del periodo di nascita di questo vaso, e fatte le mie domande mi è stato risposto che questo vaso è nato per la prima volta tra la fine del regno di Sukjeong all’inizio del regno di JeonJo, e il suo fine non è stato ancora scoperto. Tornato a casa sono andato a ricercare vari dati a riguardo. Sull’uso pratico di questo vaso non ho trovato niente di soddisfacente. Pensandoci, per un contenitore nato verso il 18esimo secolo non ci sono in realtà molte scelte, o lo fai con il legno o mettendo a fuoco la terra per la ceramica. Oltre a questo, i modi di utilizzo sono abbastanza ristretti. Per questo, per la gran parte delle famiglie i contenitori di legno e la ceramica erano fondamentali. Allo stesso tempo possiamo sapere con certezza che il fine dei vasi di ceramica creati professionalmente sono limitati.
Ci sono alcune semplici ipotesi. Analizzandole una ad una, considerando la situazione all’epoca, la forma grezza del vaso di luna, la rifinitura rustica, l’assenza di decorazioni e la sua semplicità rendono impossibile l’idea che questo possa essere usato nel palazzo del re. Un’altra possibilità è il fatto di essere ceramica per contenere il grano. Ma per questo fine poteva essere utilizzato il 뒤주, una sorta di armadio di legno, e questo in più risultava essere molto più efficiente, eliminando qualsiasi possibilità nell’essere sostituito dal vaso. Inoltre, rispetto agli altri vasi di uso popolare del tempo, la misura dell’apertura è troppo stretta per essere utile nel mettere o tirare fuori qualcosa. Infatti, usare un vaso con un’apertura di diametro di quasi 40 cm in cucina sarebbe stato veramente scomodo.



Il processo di lavorazione degli artigiani dell’epoca è molto lontano dai metodi attuali. La ceramica veniva fatta con una precisa suddivisione del lavoro; persone che processavano l’argilla, persone che modificavano la forma, artigiani che tagliavano gli angoli, gli addetti alla fornace. Ma il fatto che il fine di un vaso creato da artigiani appartenenti al basso ceto popolare, creato dopo una precisa suddivisione, sia incerto manca di realisticità.  Così mi sono concentrato nel trovare un'utilità non dopo che il vaso è stato fatto, ma prima.



Come risultato, la risposta sul fine più verosimile l’ho trovata nell’importanza della fornace. In origine, dopo aver messo l’artefatto nella fornace, mettendo la brace inizia a crearsi un flusso d’aria. Questo flusso, in base alla posizione in cui è stato messo l’artefatto, modifica la resistenza della ceramica o la superficie e quindi se si crea uno spazio vuoto non simmetrico all’interno della fornace, su un lato questo flusso aumenta di velocità. Quindi, nonostante si utilizzi la stessa argilla e la stessa tecnica c’era il rischio di bruciare il materiale. Per ovviare a questo problema, serviva un elemento che potesse riempire questo vuoto e allo stesso tempo resistere alla fiamma. Questo era il vaso di luna.


Allora, il vaso di luna che veniva utilizzato semplicemente per riempire gli spazi vuoti come ha fatto a essere definita come opera del secolo, salire sul tetto del braciere della fiamma olimpica e giungere a me che stavo mangiando l’ojingeuodopbab? È un fatto che continua ad infastidirmi. Come sempre i giornali coreani, e i lettori di questi giornali che credono ciecamente ad ogni parola scritta, sono molto sensibili alle citazioni e ai complimenti che vengono dall’estero. Ufficialmente, il vaso di luna è stato presentato per la prima volta ai collezionisti e artigiani dell’estero nel 1935, per mano del britannico Bernard Leach, e al momento è in esposizione in un museo in Inghilterra. Successivamente, mostrato ad un’esposizione di ceramiche in Giappone è stato accompagnato da titoli come “Anche i giapponesi si complimentano, stupefatti, meravigliati da tanta bellezza” che hanno permesso di far raggiungere a questi vasi valutazioni di quasi 100.000 mila euro l’uno. Questo ha spinto ogni artigiano coreano a creare questi vasi, cancellando qualsiasi presenza di personalità nelle proprie opere.
Un giorno ho visto un testo di un esperto coreano pieno di amore verso il vaso di luna. Nel testo c’era una citazione di Bernard Leach e il suo compagno di studi di arte occidentale ed orientale Yanagi Muneyo, giapponese. Il suddetto esperto ha continuato il suo scritto dicendo che il vaso è il connubio dei punti di vista di entrambi gli artisti, chiedendosi perché all’epoca nonostante l’apprezzamento di Bernard Leach non abbiamo riconosciuto il nostro tesoro lasciandolo ad essere esportato all’estero, e allo stesso tempo, perché il noto collezionista giapponese Yanagi Muyo non abbia mai aggiunto alla sua collezione neanche uno di questi vasi. Penso di poter soddisfare la curiosità di questo esperto. Per artigianato popolare coreano si intendono tutti i prodotti di legno, disegno e ceramica trasmessi dal popolo. Prodotti di “arte” popolare. Quindi non sono opere che acquistano sempre più valore con il passare del tempo, ma che venivano usate già all’epoca come opere d’arte e intese come tali. Il motivo per cui il collezionista giapponese non ha comprato mai il vaso di luna non è perché non ha avuto mai l’occasione di vedere questo vaso di diametro di 40 cm, con rifinitura rustica, ma perché questi vasi non avevano valore. Sulla stessa linea di pensiero, come risultato, per le caratteristiche della Corea 9 su 10 degli studenti di ceramica che si dedicano alla forma, e il restante 10% che si sono dedicati alla ceramica tradizionale si sono concentrati sulla realizzazione dei vasi di luna, eliminando ogni traccia di originalità nelle proprie opere.

Scrivendo questo testo, ispirato dal processo in cui il vaso di luna è diventato famoso ed è salito di prezzo, mi sono deciso a mostrare la via del successo per i ristoratori che stanno facendo fatica in questo periodo delicato, il modo per diventare un ristorante famoso in Corea.

1. In Corea porre un significato è il tutto. Anche se non usi ingredienti speciali, non essere affranto e cerca di attribuire un significato speciale ai tuoi piatti.

2. I coreani sono molto sensibili alla pubblicità. Alcuni ristoranti usano blog e Social Network ma noi, invece di concentrarci su questo utilizzeremo Youtube per fare pubblicità, al passo coi tempi. Per fare una buona pubblicità su Youtube hai bisogno dei seguenti elementi.
-Un occidentale di bell’aspetto con delle sonore reazioni. Con gli eventi recenti sono saliti alla ribalta anche gli afroamericani, ma è sempre meglio un bianco occidentale *scegliere una persona di origini del sud-est asiatico non è molto consigliato se non per pubblicità per ristoranti vietnamiti o thailandesi.

-Un occidentale con una visione oggettiva e realistica della cultura coreana non è adatto. Uno straniero perspicace può’ attrarre antipatie dai coreani, quindi è perfetto uno straniero pronto ad accettare positivamente la superiore e progressiva cultura coreana.

-Se mangia bene il cibo piccante è difficile che riceverà una buona accoglienza dal pubblico coreano.

3. Scegliere un ingrediente e fare pubblicità sul fatto che questo è buono per la stamina. Ma, siccome questo metodo richiede molto tempo, pazientare come quando si fermentano le salse o alcuni contorni.


Ritornando a noi, trascorsi 400 anni abbiamo visto che è possibile che anche un vaso che non ha visto nessun progresso nella tecnica o nelle applicazioni, sotto una nuova interpretazione della società moderna, può cambiare il suo valore. Ovviamente, se ad un individuo piace un determinato oggetto può’ pagare la cifra che vuole. Ma, la radice di questo cambiamento di prezzo e la diversa visione rappresentano un elemento fondamentale. Secondo la mia personalissima opinione, le radici che compongono il prezzo dei vasi di luna derivano dai complimenti, di cui non si sa l’effettiva verità, dei giapponesi e i giornali che hanno trasmesso questi complimenti. Come risultato, noi abbiamo attribuito appellativi come “vaso del secolo”, e questa forma è stata ripresa per la fiamma olimpica.





no.2
La storia della leccata


Mi piace molto leggere i commenti sotto un articolo o un video per osservare se le persone la pensano come me, se la pensano in modo diverso e come è diversa la loro opinione. Essendo una persona molto curiosa, mi addentro spesso in questo reame. In realtà, il motivo principale è vedere quanti coglioni su questa terra sprecano il proprio tempo sulla tastiera. (se tu hai pensato che sono uno di questi, hai uno spiccato spirito di osservazione.)

Osservando i commenti dei vari portali e video, ritrovo spesso la parola 국뽕 (tradotto con amore eccessivo per la patria) tra i commenti o i titoli degli articoli. Negli inizi dell’anno 2010, i giornali coreani, come se si fossero messi d’accordo in anticipo, mostravano una caratteristica specifica. Una caratteristica da riconoscere non in una particolare fede politica e anche trascendente dalla dimensione del giornale, un argomento in comune continuamente trattato. Un fenomeno molto particolare, considerando i conflitti tra i vari giornali in base all’orientamento politico, ma all’epoca ero felice del fatto che finalmente questi giornali avevano raggiunto una sorta di pace. Ma non appena mi sono ritrovato di fronte al 국뽕 ho visto in contemporanea l’immagine di una persona che si è finalmente liberata con gioia dalla stitichezza e la mia immagine di quando ho lanciato un piccione in un luogo non permesso. Un sentimento molto controverso direi.




L’inizio è stato dettato dalla frase “Lo conosci questo?” mostrando la sua presenza con forza. Possiamo porre come esempio rilevante del termine “questo” con la Gangnam Style di Psy e nello sport con la figura di Park Ji Sung.
Quando una celebrità straniera veniva a visitare la Corea, i giornalisti che volevano conquistare due piccioni con una fava per la quantità e la qualità degli articoli, riempivano i loro prodotti creativi con la domanda “Lo conosci questo?”, impavidi nell’aggiungere esagerazioni e distorsioni. Questi incalzavano la suddetta celebrità, con la foga di chi è pronto a chiedere all’ intervistato se conoscesse tutti i membri della propria la famiglia o l’ammontare della ricchezza degli intervistatori. Con l’abbondare di articoli del genere, ho iniziato a sentirmi in ansia, con la paura nell’immaginare fin dove arriveranno queste domande.
Il loro modus operandi è come segue. Solitamente, le varie celebrità che vengono in Corea, durante una normale intervista mostrano un atteggiamento positivo verso la Corea. Ma per esempio, consideriamo una star estera nello sport non a conoscenza dello stile di gioco o le giocate dei giocatori coreani. In questo caso, i nostri giornalisti scrivevano titoli come “Tizio Caio, si complimenta con tutto il cuore per le giocate di Sempronio”, senza badarsi minimamente della veridicità delle dichiarazioni, volendo soddisfare l’audience coreana assetata di riconoscimenti e complimenti. Bastava fare questo. Dà quasi la sensazione di un sorriso sforzato per il senso del dovere nel tramandare compulsivamente la (auto) superiorità della cultura in ambiti non solo ristretti allo sport ma anche nella politica e nella società.






Di fronte a scene del genere non ho potuto che sentire rammarico. Sono venuto perfino a odiare il sistema scolastico coreano, che aveva già dichiarato l’inutilità degli studi umanistici e della letteratura, nonostante ci fossero così tanti talenti creativi, come i nostri giornalisti. In più, con un pizzico di esagerazione, sono caduto nella teoria complottista che tutto questo è successo perché il mondo della letteratura aveva già notato questi talenti e quindi ha fatto delle scelte per diminuire la concorrenza ed evitare la divisione del profitto. Tanto era grande la mia tristezza per questo fenomeno.




Secondo la mia personale opinione, il fascino dei commenti online deriva dal fatto che continuano ad aumentare in diretta e dal fatto che racchiudono i pensieri sulla società attuale. Potresti chiederti perché mi spingo a dare così tanti significati ad un commento, ma per me che sono un attivo netizen (parola che non usavo veramente da tanto tempo. Sorprendentemente c’era un tempo in cui veniva considerata parola nuova.) fin dall’ adolescenza, il mondo del web è come una seconda casa per me. Se nella tua vita ti sei mai cimentato in qualcosa di inutile, posa la pietra che stavi per lanciare per favore… Ritornando a noi, vorrei concentrarmi su come sono cambiati questi commenti nell’arco di 8 anni. Da tempo, infatti, non si vede più la parola “ 헬조선”, e questo vuoto è stato riempito dalla già citata parola 국뽕, e le fondamentali caratteristiche di queste 2 stanno all’opposto.



Per primo, “헬조선” (헬 significa inferno e 조선 è il Vecchio nome della Corea) è un termine coniato agli inizi del 2010, per rimarcare il fatto che vivere in Corea è più vicino all’inferno che alla speranza. Una parola che veniva spesso affiancata a quest’ultima è la teoria del cucchiaio derivante dall’espressione “Born with a silver in one’s mouth”, che a sua volta si riferisce alla tradizione secondo cui i bambini nati in famiglie aristocratiche venivano allattati dalla tata con un cucchiaio d’argento. Questa teoria afferma che, appena nati, il nostro futuro viene già deciso dal prestigio sociale o dalla ricchezza della famiglia in cui siamo nati. Un’espressione che ben esprime l’impotenza alla base della società coreana del tempo, dovuta ad un Parlamento che si ridicolizzava di anno in anno e alla tragedia che ha visto morire centinaia di ragazzi di fronte agli occhi di tutti i cittadini. Questi episodi bastavano per giustificare la totale perdita di fiducia verso la Corea.




In quel periodo la società coreana aveva perso, quindi, fiducia in sé stessa. Uno stato che non garantiva la sicurezza, non c’era nessun motivo per provare una sorta di patriottismo. Ma la situazione non poteva essere lasciata così e quindi sono iniziati gli sforzi per trovare anche una minuscola ragione per amare sè stessi. 국뽕 deriva dall’unione di 국 che significa paese e 뽕 che significa droga, per descrivere quel fenomeno in cui l’amore per la patria di un dato individuo è così intenso che non riesce più a formulare giudizi ragionevoli, come se fosse drogato. L’origine della parola non è molto piacevole, ma da un altro lato ho pensato che derivi dalla voglia di ottenere di nuovo fiducia in sé stessi come coreani e dalla voglia di vivere una vita migliore, un sentimento che tristemente ha pervaso il modo di pensare di tutti i cittadini coreani che sentivano il bisogno di rivalsa.





no.3
Il culo alla fine si sfregia
Penso che uno dei lavori che maggiormente si è sviluppato in questi anni è lo Youtuber. Fino a pochi anni fa presentare il proprio lavoro come Youtuber risultava abbastanza strano, e presto è stato affiancato dalla parola “Creator” (come esempio citerei il creator evasore e il creator che ha violato il regolamento per la quarantena). Con la crescita esponenziale di Youtube, ovviamente sono aumentati gli utenti e allo stesso tempo i temi trattati nei contenuti. Tra questi salta all’occhio un tema che ha avuto una crescita assurda. Proprio il 국뽕. Si articola in numerose forme ma come esempio citerei le reazioni degli stranieri di fronte a video o concerti Kpop e anche stranieri che vengono filmati mentre mangiano cibo coreano.

Inevitabilmente, hanno iniziato a circolare anche seconde creazioni basate su questi video. Tra questi mi ha impressionato, i video in cui i coreani reagiscono alle reazioni degli stranieri su video coreani. Pensandoci sono un buon dispositivo per aumentare la fiducia verso la spontaneità dei sentimenti positivi che questi stranieri provano verso la cultura coreana. Ho potuto notare la sensibilità ai dettagli e la voglia di non venire ai compromessi dei produttori, avendo esperienza indiretta del fatto che la via del videomaker del 21esimo secolo è piena di ostacoli. (Forza Korean Film Council!)

Di recente, il regolamento e la struttura dei pagamenti di Youtube è venuta alla ribalta e allo stesso tempo gli utenti hanno iniziato a chiedere una maggiore trasparenza, e come se finalmente sia esploso quel che doveva esplodere, numerosi casi hanno messo in difficoltà i vari youtuber, facendoli crollare come un domino. Non ho mai sperato che in un paese come la Corea, una piattaforma in cui girano così tanti soldi potesse essere gestita in modo “pulito” per sempre. Anche in passato, ho avuto spesso la sensazione che questi youtuber in media abbiano una coscienza o un senso della morale che non raggiunge neanche la media, e quindi questo crollo, non mi ha particolarmente sorpreso se non per la preoccupazione sugli effetti che potrebbe avere verso i bambini.

Tra i vari eventi, un 국뽕 youtuber inglese è ritornato in Corea con la moglie, ed ha creato controversie per non aver rispettato il regolamento della quarantena. Allo stesso tempo, la moglie è stata anche accusata di non pagare per l’Assicurazione Nazionale, deludendo così centinaia di migliaia di iscritti. DI fronte questo evento, sapendo che per risolvere questa controversia sarebbe bastata una lettera di scuse e 1 mese di pausa, ho letto la suddetta lettera. Hanno scritto questa sia in inglese che in coreano, creando un ulteriore polemica poiché il contenuto cambiava in base alla lingua. Questo evento mi ha dato numerosi spunti di riflessione.



Osservando la loro gestione molto infantile, elenco qui un paio di dubbi che mi sono venuti.

  1. Il precedente youtuber si eccita leggendo gli insulti via web, gli usa come catalisi per continuare a vivere.
  2. Ha sottovalutato la capacità di leggere l’inglese dei coreani, e ha sfruttato quest’occasione per ingannare i viewers internazionali.
  3. Ha ormai finito i contenuti da mostrare, e quindi ha deciso di abbandonare la solarità degna di un bambino di 3 anni per passare al lato oscuro.
  4. Da quando ha iniziato a fare Youtube ha pensato la Corea come semplice mezzo di guadagno, senza particolare sentimento.


Ritornando a noi, leggendo i commenti recenti sui suoi video, la maggior parte sono critiche o insulti, ma ancora ci sono fans che li difendono e difendono il loro atteggiamento. Un amore che non mostreresti neanche ad un famigliare. Dispongono di un cuore veramente grande. Li aspettano come se dicessero “Dai ritorna e continua a leccare su altri aspetti di cui sono fiero della Corea.” Ho avuto numerose esperienze che vanno dalla tristezza alla desolazione riguardo a questo. L’andamento del consumo dei contenuti multimediali racchiude in sé quello che pensiamo, ciò che facciamo, ciò che indossiamo, ciò che mangiamo ecc. E il percorso che stanno prendendo questi contenuti sono fissati su un’unica via.





no.4
我是韩国人 (io sono coreano scritto in cinese)



Come hobby, mi piace vedere i cosiddetti film di merda con altri amici cinefili. È divertente criticare in che modo questo film faccia più cagare dell’altro, creando una sorta di classifica personale.

Mi sposto un attimo dal tema per presentarvi un film che avevo visto all’epoca. Ha avuto un discreto successo al botteghino cinese, rendendo fieri i cuori di tanti cinesi. Il film è Wolf Warrior 2. Se andiamo a vedere alcune scene di questo film, ritroviamo il protagonista che respinge facilmente con un materasso missili nucleari, ha un carisma da leader ed è amato da bianchi e neri senza alcuna distinzione di pelle, non è bravo a parlare l’inglese ma è capace di comunicare con loro. Secondo loro poi, una celebrità mondiale deve essere forte nel bere alcool e capace nello sport, e quindi il protagonista viene descritto come tale, per calmare alcuni africani armati interviene un gruppo di cinesi disarmati pronunciando la frase “We are Chinese”, come per dire che noi siamo venuti a salvarvi e non a combattere contro di voi, con un sorriso misericordioso. In realtà ho pensato che questi sarebbero stati arrestati non appena hanno rivelato la propria identità, ma questa previsione non è andata a segno.

Questo è solo un film un pochettino più serio e crudele rispetto ai vari film 국뽕 coreani che escono durante le festività. Hanno utilizzato l’attore principale per affibiargli tutte le loro speranze riguardanti le caratteristiche dei cinesi. Come risultato, ovviamente, la storia del film viene quasi a mancare e la realtà storica è degna della precisione di Deokgu, il cane del mio vicino. La cosa che più mi ha fatto arrabbiare è l’insieme dei metodi di espressione consumati per costruire l’immagine distorta che questi hanno della propria cultura. In questo film, puoi capire quanto la Cina guardi con disprezzo, come se fossero ad un livello inferiore, gli Africani e i vari stati del continente africano. Nel film, gli africani si affidano completamente ai cinesi salvatori, nelle sparatorie ci sono eccessive scene di morti. La precisione con qui sono narrate queste scene mi hanno fatto venire delle domande. (sarà la volontà del regista). Ovviamente quelli che prendono i proiettili e diventano quasi un alveare sono gli africani.

Ho parlato di questo film perché setacciando vari film coreani usciti di recente, ho colto le stesse sfumature e andamenti. Di recente, inoltre, ho percepito che il pensiero della Grande Cina che pervade questo film, non è molto distante da noi. Personalmente, cerco di evitare posizioni troppo fredde. So che la speranza che tutti facciano bene, senza alcun fondamento, sia eccessiva, ma cerco di vivere dicendomi che è buono ciò che è buono. In contemporanea, condivido il fatto che una mentalità razionale e fredda serva nella vita per comprendere al meglio il proprio talento e la propria posizione, e quindi in ottica di autovalutazione, è un elemento fondamentale nella nostra vita.


Concludendo.




Credo nella legge di conservazione di massa degli squilibrati. Questo è un concetto creato dall’unione della legge di conservazione della massa e dallo stress dell’individuo moderno, che ha riunito questi due concetti come una sfera genkidama. Detto in parole povere, nella vita sociale, in qualsiasi comunità o gruppo con un’alta probabilità andrai incontro ad una percentuale fissa di squilibrati in base al numero del campione. Il punto cieco di questo concetto è il fatto che se guardanti intorno vedi solo persone sane, c’è un’alta probabilità che quello squilibrato che stai cercando, sei proprio tu.

Forse, non è molto lontana la situazione in cui andremo incontro ad un film con protagonista un eroe coreano in grado di respingere proiettili con le proprie dita. Per evitare questo problema, una critica razionale insieme ad un’elasticità di pensiero nel consumare i contenuti sono ormai inevitabili.